15 aprile 2013

Le cover così brutte e inutili che "Guarda come ti ammazzo la musica adesso" - PARTE 1





Guardatevi le parti precedenti/successive:







E dopo i comics, continuiamo in questa spirale discendente nei meandri delle cosebbrutte andando a scovare le cover più inutili/insulse/malfatte che il panorama musicale ci offre. E per cover intendiamo le reinterpretazioni di altri artisti ad una canzone eh, non stiamo parlando delle copertine degli album (ma fidatevi che anche di quelle ce ne sono che proprio io non riesco a capacitarmene, boh). 
Per non fare uno sgarbo agli artisti che si sono impegnati così tanto a rendere canzoni di successo così orribili ed inascoltabili, meglio non fare classifiche e metterle tutte quante sullo stesso abominevole piano di bruttura. Tra parentesi di chi è la versione originale.





Hilary Duff - My Generation 
(The Who)


E sia chiaro che l'ho messa non soltanto per via della tecnica (praticamente nulla) presente in questa canzone. La ragione è da trovare in qualcosa di più profondo del semplice "pop da Disney Channel". È in realtà molto più grave di quanto appaia. 
Presupposto che una cover dovrebbe essere in un certo senso una intepretazione personale di un brano già esistente, un rifacimento che dovrebbe, e sottolineo DOVREBBE, dare valore aggiunto all'opera, non toglierlo. Abbiamo una delle canzoni che è stata un vero e proprio simbolo al tempo in cui venne composta dagli Who, è stata infatti l'inno del movimento Mod nella Londra anni '60, il suo assolo di basso è uno dei più famosi nella musica. 
Per l'epoca insomma vera e propria iniezione di energia e ribellione alla società borghesotta e conservatrice, sia dal punto di vista musicale che culturale, oggi trasfigurata nell'esatto rovescio della medaglia. Una canzoncina da Pop per sub-umani, vuota, svalorizzata di tutto, perfino del famoso verso che creò scalpore ne sessanta che recitava "I hope I'll die before I get old" (spero di morire prima d'invecchiare) completamente rivoltato e stravolto in "I hope don't die before I get old" (spero di non morire prima d'invecchiare). Insomma: come prendere una canzone e letteralmente stuprarla in poche, semplici mosse. 
Ah Hilary, your generation il chezzo. Ad ogni modo dopo la sua fase da teenager rincoglionita, la Duff è passata alla fase da "Britney Spears in calore", salvo poi finalmente sparire dalla circolazione (almeno così pare).






Richard Benson - Another Brick in the Wall
(Pink Floyd)


Ma io cosa posso dire di fronte a  tutto questo? 
I Pink Floyd sono i PINK FLOYD, Richard Benson è... beh... RICCARDO BENZONI, non c'è da aggiungere altro, guardate il video dai. La tecnica sopraffina, l'estensione vocale sovrumana, la perfetta padronanza dell'inglese, la presenza scenica che non ti sto a raccontare. 
E che cazzo gli avete tirato sulla chitarra che è TUTTAZZUCCHERADA?!








Finley - 9 Luglio 2006 
(White Stripes)



Cover di quella canzone fomento/tormentone che risponde al nome di Seven Nation Army. La storia di questa roba qui sopra è piuttosto semplice. Siamo nel 2006, ci sono i mondiali di calcio, inspiegabilmente i tifosi italiani iniziano a canticchiarla come coro da stadio, l'Italia vince i mondiali e i tifosi continuano a canticchiarla tanto, ma talmente tanto che diventa un tormentone, tra l'altro in diverse versioni. Una di queste versioni che cavalcano l'onda del successo per guadagnare qualche spiccio alla faccia di Jack White è "9 Luglio 2006", la cui strofa iniziale esordisce con un:

"Lo sai chemmaleffà, senzire zuzzi quanzi che mi diconou che tanto tempo fa… l'Italia alzò al cielo quella coppa che… ho visto solo sulle figurine in mano addinozzauoff"

Seguono svariati minuti di "Popopo".

Ma, tralasciando i possibili intenti patriottici (sì, proprio), era proprio necessario cantare in quel modo così fastidiosamente urticante?
Ma fossi addinozzauoff te l'ammollerei una in simpatia, che ce lo vedi chemmaleffà.








Snoop Dogg - Sad but True 
(Metallica)


Triste, ma vero. Come dice la canzone.
Ci sono cose abbastanza inspiegabili che succedono nel mondo dello spettacolo, ad esempio come mai Francesco Facchinetti sia in televisone, o come mai Snoop Dogg appaia in mezzo al pubblica tipo David Copperfield, decida di salire sul palco tutto convinto, pieno di anelli e catenine, gesticolando come se non ci fosse un domani in compagnia di brutti ceffi e "cantando" una canzone dei Metallica in uno stile simil rapcore. Le stonature e la totale incapacità di seguire un ritmo le offre la casa. 
Il contesto era quello degli Mtv Icon, dove si stavano celebrando per l'appunto i Metallica, in evidente difficoltà. Che a guardare l'esibizione si vede proprio nei loro occhi la voglia di vivere spegnersi poco a poco. 
E per la cronaca, nella stessa serata, visto che le disgrazie non arrivano mai da sole è accaduto anche questo: 


Che è un po' come se al tuo compleanno invece di farti gli auguri ti prendessero un po' tutti a calci fortissimi di punta nelle gonadi.







E parlando di Metallica, arriviamo al nostro capolavoro italiano. Quello che c'invidia tutto il mondo. Quello che qualcuno di voi leggendo questo post avrà pensato "di sicuro ce lo metterà". E c'avevate ragione, come faccio a non inserire una cosa simile. La cover di "Nothing else matter" di Marco Masini. 
Vi metto il testo per poterla apprezzare appieno. Mani al cielo e cantatela tutti insieme a me, dai!

Marco Masini - E chi se ne frega 
(Metallica)


Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua,
in fuga dalla realtà,
e chi se ne frega.

L'iguana dei passi tuoi,
il tuo inguine di viva orchidea,
dove annegano gli occhi miei
e il tempo si ambigua.

Io da qui non mi muovo più,
abbracciato a una croce, tu,
mentre il sole riallaga il blu,
e chi se ne frega.

Voglio quello che vuoi tu,
voglio il tempo che non ho
e l'avrò!
 

Il tempo ai cani e la polizia,
sbaranzia e dietrologia,
fa che insegua la nostra scia,
e chi se ne frega.

Io da qui non mi muovo più,
neanche se te ne andassi tu,
su quest'erba che guarda in su
e sembra che prega.

Voglio quello che tu vuoi,
voglio quello che vorrai,
voglio vivere di più,
voglio il tempo che non ho
e l'avrò, sì!

Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua
e se vuoi ci raggiungerà,
ma chi se ne frega!

L'iguana dei passi tuoi, il tempo che si ambigua, ma soprattutto tanta sbaranzia e dietrologia.
La poesia immobile, immutabile, granitica di quest'opera è un qualcosa da tramandare alla vostra prole senza indugiare. Non so come possano venirti in mente parole come "sbaranzia", devi essere un genio Masini. Però ti voglio tanto bene guarda e una cosa mi sento di dovertela dire: la vita è bella Marco, non la buttare così, lasciali stare gli stupefacenti che ti fai male.










E con questo io avrei finito per ora, se non fosse che avevo conservato una piccola sorpresa, l'ho messa da parte per la fine perchè non me la sento di metterla in mezzo a queste altre cover, essendo una vera e propria gemma preziosa. Prima di mostrarvela però, volevo come al solito ricordarvi di seguire la pagina facebook del blog così da restare sempre aggiornati.









Ed ora:


"SENTITE COME SI SUONA LA CHITARRA"[cit.]





Grazie di tutto, Mino.










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