23 aprile 2013

Le cover così brutte e inutili che "Guarda come ti ammazzo la musica adesso" - PARTE 2




Guardatevi le parti precedenti/successive:







Come sempre lo schema è lo stesso: 




Nome artista cover - Titolo cover 
(Nome artista originale)



Se siete masochisti e non v'abbastavano le canzonacce della volta scorsa, ne abbiamo diverse altre in serbo.







Dai, partiamo subito con un capolavoro assoluto di una nostra vecchia conoscenza, che non è in serbo ma in un'altra lingua sconosciuta ai più:




Avril Lavigne - Chop Suey! 
(System of a Down)



Da apprezzare innanzitutto il tentativo di fare un omaggio ad un mercato discografico che viene svalutato dai più. Infatti la Lavigne ci prova con una bella cover in sumero, per arraffarsi tutti i possibili ascoltatori dalla Mesopotamia. Purtroppo non ha avuto molto successo, perchè erano tutti estinti da anni. Il risultato è che nessuno ha capito un chezzo della canzone in sumero, pensando si trattasse di una cover brutta. Il video è preso da un live, credo unica volta in cui è stata eseguita la cover, si sentono anche babilonesi urlare "WHAT?!" a più mandate, perchè giustamente non riuscivano a capire la lingua. L'ignoranza è una brutta bestia lo so, meno male che ci sono io ad esportare un po' di cultura e a farvi conoscere tutti questi retroscena. 
Dai Avri provaci ancora, lasciali perde a 'sti ingrati.





Miley Cyrus - Smells like Teen Spirit
(Nirvana)



Non so cosa dirvi. A partire dalla dedica iniziale fino all'ultima nota, ci vuole coraggio, davvero. Per fare la protagonista di un telefilm su Disney Channel, ma soprattutto per prendere quella che è considerata come la canzone simbolo del Grunge e farne fare una cover da una protagonista di un telefilm su Disney Channel. Tra l'altro, il 90% di quelli al concerto erano bambine totalmente ignare di cosa fosse il grunge. Il restante 10% erano i papà che le avevano accompagnate, che stavano probabilmente piangendo lagrime amare. La cover da fucilata in faccia, insomma.





Allora, arrivati qui c'è da fare un attimo un discorsetto preambolatorio (?!). La cover è dello stesso autore, quindi è teoricamente un riarrangiamento. Ma noi ce ne freghiamo perchè merita.
Cristiano Malgioglio, autore di testi di altre canzoni con forte impatto sociale come "Gelato al cioccolato", vera e propria icona degli '80 con una canzone che proprio io non ce la faccio mica a spiegarvela.
Ascoltiamo:





"Qui senza te io sbatto in aria i miei cioè 

Ti salverò almeno un pò ci proverò 

Ti schiaccerò alle tue notti mi darò 

Completerò ci riuscirò ma che ne so 

Tu senza me rispogli a terra i miei se 

Ti straccerò ti sfascerò ti sfinirò 
Contratterò nella tua lista ci entrerò 
Su via dai con calma dai basta così 
Lo voglio io completo io 
E se ti basta un'ora 
Sbucciami e la tua bocca addolcirò"



IDOLO DELLE GENTI INSOMMA DAI



E tu che leggi dirai "Vabbè, meglio di così non si può proprio fare niente" o anche "Mogol non sei nessuno". Ed è quello a cui ho pensato anche io. Finchè un bel giorno, girovagando senza meta per l'internetto...




Cristiano Malgioglio feat. M5 - Pelame 
(Cristiano Malgioglio)


In un tripudio di miccette, la musica esplode e i suoi brandelli in cielo compongono la scritta "MALGIOGLIO CANTANTE", che sta significare il rap messo lì a caso, gli spacciatori portoricani che imbruttiscono, Malgioglio col ciuffo bianco ossigenato che appare in una televisione messa dentro un treno (non chiedete). Una diva d'altri tempi, varda lì che portamento, che charme. Come raggiungere l'apice e superarlo in scioltezza. 
Pelame, y asì tu boca mojarè.






Gazosa feat. Tormento - Nessuno mi può giudicare
(Caterina Caselli)



Ve lo devo dire. È il classico caso di idea brutta, ma così brutta che fa il giro completo e diventa bella. E a me piace, infatti, velloggiuro. C'è "quello dei Sottotono, non quello ciccio, l'altro, eh bravo, quello" e poi ci sono i Gazosa... Che proprio voglio dire, a parte un famoso amaro, cos'altro vuoi dalla vita? Prendi un classico della canzone italiana di quel bel dùnin tutta scodellocapellizzata della Caterina Caselli, e lo fai diventare tipo una cover rockettosa con siparietti rappettosi. Minchiazzio cioè, nessuno mai. Nessuno può giudicarmi mai. Con buona pace della Caselli che si starà rivoltando nel caschetto (che tristemente non ha più, purtroppo).





E siamo arrivati alla fine. L'ultima.


Non so quanti me l'hanno chiesta a gran voce in privato pensando l'avessi dimenticata. Ma no, magari. Certe cose non si possono dimenticare.



Vasco Rossi - Ad ogni costo
(Radiohead)



Una canzone intensa, piena d'emozioni contrastanti, nonostante il riff e il testo abbastanza semplici. Un capolavoro. Creep dei Radiohead dico, eh.
Nananà e parole strascicate come se piovesse invece nella "cover" del Blasco nazionale, il vero rocker italiano, altrochè. Che a prendere una canzone cult, stuprarla senza ritegno e continuare ad essere chiamato "vero rocker", io non so che avvocati hai, ma se lo facevo io mi davano minimo minimo un paio di ergastoli. Bravo Blasco, bravi avvocati. Me la sento di prendermela con i Radiohead perchè mi sono immaginato la scena. 

-Ahò, a Radioè, c'è 'sto Vasco Rossi che chiede i diritti per fare la cover di Crip, ad ogni costo.

-Ma chi è, unobbravo?

-Carcolate che dicono tutti che è l'unico vero rocker italiano.

-Ah vabbè apposto, ce fidamo dai.






"Thom Yorke, sono cassi tuoi adeso, tarararà."











Tanta sbaranzia e dietrologia a tutti.


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